Viagra e non solo: è boom di farmaci sequestrati in aeroporto, anche a Orio 
Un tempo circolavano su internet pasticche per i culturisti, per le disfunzioni erettili e per le diete. Poi è iniziata la moda di ansiolitici e antidepressivi

Viagra ma non solo. È boom di farmaci ordinati su internet, prodotti in Paesi lontani e sequestrati negli aeroporti italiani. Un tempo circolavano su internet pasticche per i culturisti, per le disfunzioni erettili e per le diete. Poi è iniziata la moda di ansiolitici e antidepressivi.
“Ma più che a un fenomeno criminale, con antidepressivi e ansiolitici siamo di fronte a un fenomeno sociale – dice a Repubblica.it il tenente colonnello Andrea Zapparoli, alla guida del nucleo operativo dei Nas a Roma. Nel 2014 – data dell’ultimo rapporto sui farmaci acquistati illegalmente online – l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) citava 93mila pillole sequestrate, di cui 64mila di Viagra e simili e circa 4mila a pari merito destinate al sistema nervoso o per dimagrire”.
Oltre allo Xanax (ansiolitico), in rete va forte anche il Diazepam (ingrediente, fra gli altri, del Valium) contro l’insonnia. “A marzo – racconta Zapparoli – all’aeroporto di Bergamo ne abbiamo sequestrate 500 pillole. Venivano dal Ghana, ma non sappiamo dove fossero state fabbricate. Erano state contraffatte con enorme perizia e contenevano effettivamente il principio attivo. Le aveva ordinate un uomo di Trento a 5mila euro, un prezzo abbastanza conveniente per il mercato illegale online. Nella sua casa abbiamo trovato altri ansiolitici privi di prescrizione, e non mancava qualche precedente per acquisto su internet. Il processo non si è ancora svolto, ma dalle prime indagini ci siamo fatti l’idea che fossero per uso individuale, non a scopo di smercio come invece avviene spesso per i culturisti”.
A luglio un rapporto di Federfarma citava 6mila siti per la vendita di farmaci bloccati dalle autorità giudiziarie dall’inizio dell’anno perché illegali. Nel 2016 erano stati 20mila. “Quando individuiamo un sito, lo monitoriamo e seguiamo gli ordini che riceve” spiega Zapparoli. “Abbiamo una collaborazione stretta con l’agenzia delle dogane. A volte gli utenti danno nomi e indirizzi falsi. Ma alla fine il corriere deve pur raggiungerli per portare il pacco a casa. E può capitare che al momento della consegna, vestiti da spedizionieri, ci siano proprio i nostri uomini”.

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