Erezioni incontrollabili da Viagra e cocaina: Sempre più uomini in Inghilterra finiscono in ospedale
Secondo l’Health and Social Care Information Center (NHS Digital), in Inghilterra vengono ricoverati in ospedale sempre più uomini con erezioni dolorose e incontrollabili che durano ore. Il fenomeno si chiama priapismo, e di solito è una disfunzione venosa, ma in questo caso i responsabili pare siano gli abusi di Viagra e cocaina.


Secondo il NHS Digital, fornitore nazionale di informazioni, dati e sistemi informatici per commissari, analisti e medici nell'assistenza sanitaria e sociale in Inghilterra, l'anno scorso, ci sono state 326 ospedalizzazioni nel Paese per la particolare patologia, il 16% in più rispetto a dieci anni fa.
L'età media dei pazienti è di 40 anni, anche se alcuni degli uomini ricoverati in ospedale avevano 80 e persino 90 anni, hanno detto i medici.

Questa particolare condizione si chiama priapismo, prende il nome da Priapo, un dio della mitologia greca e romana, noto per le sue spropositate doti virili. Consiste in una erezione persistente involontaria ed anomala della durata superiore alle quattro ore, spesso dolorosa, e non accompagnata dal desiderio sessuale. Si tratta di una vera e propria patologia che può portare anche a conseguenze molto serie, quali l’impotenza e addirittura può richiedere l'intervento chirurgico. Il fenomeno può essere causato da problemi venosi o arteriosi, conseguenti a traumi, rottura di un’arteria carvernosa, oppure indotto da altre patologie quali anemia falciforme, leucemia, prostatite, uretrite, cistite, cancro alla prostata, ipertrofia prostatica benigna, lesioni midollari o neurologiche, infiltrazioni tumorali, abuso di psicofarmaci, ma anche può essere indotto da abuso di droghe, e particolari farmaci.

È su questi ultimi due casi che si stanno concentrando i sospetti degli specialisti, dato che i casi derivati dalle altre varie patologie naturali dovrebbero rimanere grosso modo costanti nel tempo, secondo le leggi statistiche, mentre un aumento così importante non si spiega da cosa altro potrebbe dipendere se non dai nuovi preparati in commercio, come il Viagra, e usi e costumi sempre più edonistici e inclini agli eccessi.

Enorme quantità di Viagra nelle acque di scarico di Seul
La concentrazione nella capitale sudcoreana è di 3-4 volte superiore a quella nelle acque di scarico di Bruxelles o Copenaghen

Secondo la pubblicazione scientifica Scientific Reports, nelle acque reflue provenienti da scarichi residenziali della capitale sudcoreana Seul è stata trovata un’enorme concentrazione di sostanze per aumentare la potenza sessuale maschile. Si tratta di inibitori della fosfodiesterasi-5 (PDE- 5i, come Sildenafil, Tadalafil e Vardenafil), prescritti principalmente per il trattamento della disfunzione erettile e che fanno parte del farmaco Viagra. La quantità di Viagra nelle acque di scarico nella capitale sudcoreana è di 3-4 volte superiore a quella nelle acque di scarico di Bruxelles o Copenaghen. Secondo gli esperti, la quantità era così rilevante che gli impianti di trattamento non erano in grado di far fronte alla depurazione delle acque di scarico. Il gruppo di scienziati è anche riuscito a stabilire che il farmaco è stato utilizzato prevalentemente il fine settimana. Nei quartieri della vita notturna di Seul, l'uso del farmaco Viagra è stato documentato con una concentrazione del 31% più alta che nelle altre parti della città.

Obesità, così un cugino del Viagra aiuta a bruciare i grassi
Un farmaco in grado di bruciare i grassi, molto vicino alla famosa pillola blu, potrebbe in futuro aiutare nel controllo del peso. Uno studio lo conferma

I ricercatori del Johns Hopkins Medicine hanno scoperto come un farmaco sviluppato per la prima volta per trattare il morbo di Alzheimer, la schizofrenia e l'anemia falciforme, sia in grado di ridurre l'obesità e il fegato grasso nei topi, senza cambiamenti nell'alimentazione e nelle attività quotidiane. Si tratta per la precisione di un inibitore chimico dell'enzima PDE9, la cui efficacia è stata dimostrata sia nei roditori maschi che nei roditori femmine. A questi ultimi sono state rimosse le ovaie, con conseguente induzione di uno stato menopausale.

Da tempo è noto che le donne in postmenopausa corrono un rischio maggiore di soffrire di obesità e di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche. Lo studio, pubblicato sul "Journal of Clinical Investigation", segue l'analisi dello stesso team che nel 2015 ha dimostrato che l'enzima PDE9 è presente nel cuore e contribuisce all'insorgenza delle patologie cardiache innescate dall'ipertensione.

Il blocco di PDE9 aumenta la quantità di una piccola molecola nota come GMP ciclica che a sua volta controlla molti aspetti della funzione cellulare in tutto il corpo. Questo enzima è altresì un "cugino" di un'altra proteina chiamata PDE5 che tiene d'occhio il GMP ciclico ed è bloccata da medicinali come il Viagra. Basandosi su questi risultati, gli scienziati hanno ipotizzato che l'inibizione di PDE9 fosse in grado di migliorare la sindrome cardiometabolica, ovvero un insieme di condizioni comuni tra cui: l'obesità, l'ipertensione, la glicemia alta, l'ipercolesterolemia e l'eccesso di trigliceridi. La sindrome cardiometabolica è considerata un importante fattore di rischio per ictus, disturbi cardiaci, tumori, diabete di tipo 2 e Covid.

Per l'attuale studio è stato utilizzato un inibitore di PDE9 prodotto da Pfizer Inc. precedentemente testato per l'Alzheimer e poi abbandonato per tale uso. Oltre 100 soggetti hanno ricevuto questa molecola, la quale è stata ben tollerata e non ha suscitato gravi reazioni avverse. Al fine di testare gli effetti di un inibitore di PDE9 sull'obesità e sulla sindrome cardiometabolica, il team ha somministrato ai topi una dieta ricca di grassi che ha fatto raddoppiare il loro peso corporeo, i lipidi nel sangue e il diabete dopo quattro mesi. Ad un gruppo di roditori femmine sono state rimosse chirurgicamente le ovaie e la maggior parte degli animali ha avuto uno stress da pressione applicato al cuore per imitare la sindrome metabolica. Infine alcuni di essi hanno ricevuto l'inibitore di PDE9 e altri un placebo nelle successive 6-8 settimane.

Nei roditori femmine privi di ovaie la differenza nella variazione percentuale mediana del peso tra i gruppi farmaco e placebo era -27,5%; nei maschi era, invece, -19,5%. La massa magra non è stata alterata in nessuno dei due gruppi, né il consumo giornaliero di cibo o l'attività fisica. L'inibitore di PDE9 ha abbassato il colesterolo e i trigliceridi nel sangue e ha ridotto il grasso nel fegato. Inoltre è migliorata la funzionalità cardiaca, con la frazione di eiezione relativamente più alta del 7-15% e l'ipertrofia del 70% in meno rispetto al placebo. L'inibizione di PDE9 produce questi effetti attivando un regolatore principale del metabolismo dei grassi noto come PPARa. Stimolando quest'ultimo, i livelli di geni per le proteine che controllano l'assorbimento del grasso nelle cellule e il loro uso come combustibile sono aumentati di molto.

Quando PPARa è stato bloccato nelle cellule, si sono altresì persi gli effetti dell'inibizione di PDE9 sull'obesità e sulla combustione dei grassi. Si è scoperto che normalmente l'estrogeno svolge questo ruolo di PPRa sulla regolazione del grasso nelle femmine. Tuttavia quando i suoi livelli diminuiscono (ad esempio dopo la menopausa), PPRa diventa più importante per regolare il grasso e quindi l'inibizione di PDE9 ha un effetto maggiore. Secondo gli studiosi, se i risultati dell'analisi si applicassero alle persone, queste ultime potrebbero dimagrire con l'assunzione orale di un inibitore di PDE9 senza cambiare le abitudini alimentari o di esercizio fisico. Sono necessari ulteriori approfondimenti.



Rivendeva Viagra al mercato nero, arresti domiciliari per un 56enne
Era già ai domiciliari nel contesto dei sviluppi giudiziari dell’inchiesta denominata “Blue Wish”

Era già ai domiciliari nel contesto dei sviluppi giudiziari dell'inchiesta denominata "Blue Wish" il 56enne originario di Napoli, ma residente a Priverno, che si è visto recapitare a casa un'ordinanza di espiazione della pena di ulteriori 2 anni, 6 mesi e 5 giorni di reclusione.



L'ordine emesso da Valentina Giammaria, pubblico ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Priverno guidati dal Luogotenente Saverio Guida. Nello specifico, al soggetto in questione, F.S. le sue iniziali, è stata imputata la responsabilità dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, associazione a delinquere, falsità materiale e anche di evasione. Lo stesso, che all'epoca dei fatti aveva 53 anni, è stato accompagnato dai militari dell'Arma presso la propria abitazione dove dovrà espiare la pena residua. La truffa per cui è stato condannato è quella consumata ai danni del sistema sanitario nazionale e mirava ad accaparrarsi gratis del viagra da rivendere poi sul mercato nero. L'operazione venne messa a segno dal comando provinciale di Latina della Guardia di Finanza. L'uomo faceva parte di un'associazione a delinquere composta da sette persone che utilizzavano il diritto all'esenzione di ignari pazienti anziani per truffare il sistema sanitario nazionale. Facendosi prescrivere a loro nome e utilizzando la loro esenzione da un medico compiacente pasticche di viagra, provvedevano poi ad accaparrarsi tali farmaci in diverse farmacie per poi rivenderli in nero. Il gruppo operava tra le province di Latina, Roma e Frosinone, attraverso l'appropriazione di ricettari medici con la compiacenza di medici di base e attraverso la compilazione di impegnative a carico di ignari pazienti.

Covid: tra conseguenze anche impotenza, 'pillole dell'amore' possibile arma
Stanchezza, perdita di gusto e olfatto, e quella 'nebbia mentale' che porta con sé problemi di memoria e concentrazione. E' il volto più conosciuto del long Covid. Ma non è solo questo. C'è un altro sintomo che è stato osservato e che compare sempre più spesso nell'elenco di quelli segnalati dai pazienti: la disfunzione erettile.

Gli esperti stanno affrontando il problema e proprio dai farmaci anti-impotenza potrebbe arrivare un'arma in più contro la sindrome post Covid. "Alla luce delle prime esperienze cliniche positive, stiamo valutando di avviare uno studio in cui arruolare uomini con una relazione stabile in cui la disfunzione erettile è comparsa contemporaneamente alla diagnosi di sindrome post Covid", dichiara Nicola Mondaini, professore associato di Urologia all'università Magna Graecia di Catanzaro. "Accanto a una valutazione psicosessuologica, i pazienti saranno sottoposti a terapia con tadalafil o placebo per 12 settimane, al termine delle quali analizzeremo l'effetto sui sintomi della sindrome oltre che sulla disfunzione erettile. La speranza - auspica lo specialista - è che però il miglioramento dell'attività endoteliale promosso da questi farmaci possa non solo risolvere la disfunzione erettile in quanti la manifestano come conseguenza del Covid, ma anche alleviare gli altri disturbi connessi alla sindrome". E' uno dei temi emersi dal Congresso nazionale della Società italiana di andrologia (Sia), appena concluso a Riva del Garda. Gli esperti lanciano anche un monito alle persone che si trovano ad affrontare queste problemi sotto le lenzuola: è fondamentale che la ripresa della vita sessuale non coincida con il ritorno delle 'pillole dell'amore' contraffatte, avvertono. Il long Covid, che si definisce come la persistenza di sintomi dopo 12 settimane dalla negativizzazione, riguarda oltre il 10% dei pazienti che sono stati contagiati dal coronavirus Sars-CoV-2 e può interessare diversi organi. "Non sappiamo se la sindrome post Covid dipenda direttamente dal virus o sia provocata dallo stress e dal trauma connessi all'infezione, tuttavia sappiamo che il virus ha fra i suoi bersagli l'endotelio dei vasi sanguigni e per questo abbiamo deciso di valutare se i farmaci per la disfunzione erettile, che agiscono proprio a questo livello, possano avere un ruolo nella gestione del long Covid", spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia all'università Federico II di Napoli. L'altra faccia della medaglia dei farmaci per la disfunzione erettile è che, dopo il calo dell'attività sessuale e il crollo dei consumi di questi medicinali durante il lockdown, con il cauto ritorno a una vita sociale gli italiani ricomincino anche ad acquistare farmaci anti-impotenza pure sul web, dove però spopolano i falsi spesso venduti come 'integratori naturali', ammoniscono gli esperti, che nei prossimi mesi temono un incremento del mercato online dei farmaci contraffatti, "con grossi rischi per la salute degli uomini". Gli andrologi sottolineano come appena una su 10 delle confezioni in vendita sul web contenga il principio attivo giusto e in dose adeguata. Prima della pandemia - ricordano - il 70% di chi acquistava farmaci sul web lo faceva proprio per comprare Viagra* e simili, con un giro d'affari che era stimato in 4-6 miliardi di euro soltanto in Italia. "Con la pandemia e le restrizioni sono diminuite drasticamente le occasioni di incontri sessuali e con queste anche le vendite di pillole dell'amore, calate del 37% nei canali ufficiali e altrettanto crollate anche online", riferiscono Palmieri e Mondaini. Con il graduale allentamento del lockdown, proseguono, "si sta assistendo al ritorno di una normale vita sessuale e anche agli acquisti di farmaci per la disfunzione erettile; purtroppo, l'impennata dell'e-commerce a seguito dei mesi di lockdown sta dando ancora più vigore alle vendite online, per le quali si stima un boom perfino più ampio rispetto al passato nei prossimi mesi, con rischi enormi per la salute degli uomini. Oggi peraltro molti farmaci falsificati vengono presentati sul web come integratori alimentari o prodotti 'naturali', sfuggendo ancora di più alle maglie dei controlli grazie alla normativa meno stringente". "Sappiamo - concludono gli specialisti - che solo il 10% delle confezioni sul web contiene il principio attivo giusto e in dose adeguata: il 32% non ne contiene affatto, il 21% dei farmaci è composto da ingredienti sbagliati, l'8,5% presenta impurità pericolose o contaminanti. Tutto questo espone a rischi consistenti chi acquista Viagra e simili online, perciò è fondamentale che la ripresa della vita sessuale non coincida con il ritorno delle pillole dell'amore contraffatte".



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