Covid: tra conseguenze anche impotenza, 'pillole dell'amore' possibile arma 
Stanchezza, perdita di gusto e olfatto, e quella 'nebbia mentale' che porta con sé problemi di memoria e concentrazione. E' il volto più conosciuto del long Covid. Ma non è solo questo. C'è un altro sintomo che è stato osservato e che compare sempre più spesso nell'elenco di quelli segnalati dai pazienti: la disfunzione erettile.

Gli esperti stanno affrontando il problema e proprio dai farmaci anti-impotenza potrebbe arrivare un'arma in più contro la sindrome post Covid. "Alla luce delle prime esperienze cliniche positive, stiamo valutando di avviare uno studio in cui arruolare uomini con una relazione stabile in cui la disfunzione erettile è comparsa contemporaneamente alla diagnosi di sindrome post Covid", dichiara Nicola Mondaini, professore associato di Urologia all'università Magna Graecia di Catanzaro. "Accanto a una valutazione psicosessuologica, i pazienti saranno sottoposti a terapia con tadalafil o placebo per 12 settimane, al termine delle quali analizzeremo l'effetto sui sintomi della sindrome oltre che sulla disfunzione erettile. La speranza - auspica lo specialista - è che però il miglioramento dell'attività endoteliale promosso da questi farmaci possa non solo risolvere la disfunzione erettile in quanti la manifestano come conseguenza del Covid, ma anche alleviare gli altri disturbi connessi alla sindrome". E' uno dei temi emersi dal Congresso nazionale della Società italiana di andrologia (Sia), appena concluso a Riva del Garda. Gli esperti lanciano anche un monito alle persone che si trovano ad affrontare queste problemi sotto le lenzuola: è fondamentale che la ripresa della vita sessuale non coincida con il ritorno delle 'pillole dell'amore' contraffatte, avvertono. Il long Covid, che si definisce come la persistenza di sintomi dopo 12 settimane dalla negativizzazione, riguarda oltre il 10% dei pazienti che sono stati contagiati dal coronavirus Sars-CoV-2 e può interessare diversi organi. "Non sappiamo se la sindrome post Covid dipenda direttamente dal virus o sia provocata dallo stress e dal trauma connessi all'infezione, tuttavia sappiamo che il virus ha fra i suoi bersagli l'endotelio dei vasi sanguigni e per questo abbiamo deciso di valutare se i farmaci per la disfunzione erettile, che agiscono proprio a questo livello, possano avere un ruolo nella gestione del long Covid", spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia e professore di Urologia all'università Federico II di Napoli. L'altra faccia della medaglia dei farmaci per la disfunzione erettile è che, dopo il calo dell'attività sessuale e il crollo dei consumi di questi medicinali durante il lockdown, con il cauto ritorno a una vita sociale gli italiani ricomincino anche ad acquistare farmaci anti-impotenza pure sul web, dove però spopolano i falsi spesso venduti come 'integratori naturali', ammoniscono gli esperti, che nei prossimi mesi temono un incremento del mercato online dei farmaci contraffatti, "con grossi rischi per la salute degli uomini". Gli andrologi sottolineano come appena una su 10 delle confezioni in vendita sul web contenga il principio attivo giusto e in dose adeguata. Prima della pandemia - ricordano - il 70% di chi acquistava farmaci sul web lo faceva proprio per comprare Viagra* e simili, con un giro d'affari che era stimato in 4-6 miliardi di euro soltanto in Italia. "Con la pandemia e le restrizioni sono diminuite drasticamente le occasioni di incontri sessuali e con queste anche le vendite di pillole dell'amore, calate del 37% nei canali ufficiali e altrettanto crollate anche online", riferiscono Palmieri e Mondaini. Con il graduale allentamento del lockdown, proseguono, "si sta assistendo al ritorno di una normale vita sessuale e anche agli acquisti di farmaci per la disfunzione erettile; purtroppo, l'impennata dell'e-commerce a seguito dei mesi di lockdown sta dando ancora più vigore alle vendite online, per le quali si stima un boom perfino più ampio rispetto al passato nei prossimi mesi, con rischi enormi per la salute degli uomini. Oggi peraltro molti farmaci falsificati vengono presentati sul web come integratori alimentari o prodotti 'naturali', sfuggendo ancora di più alle maglie dei controlli grazie alla normativa meno stringente". "Sappiamo - concludono gli specialisti - che solo il 10% delle confezioni sul web contiene il principio attivo giusto e in dose adeguata: il 32% non ne contiene affatto, il 21% dei farmaci è composto da ingredienti sbagliati, l'8,5% presenta impurità pericolose o contaminanti. Tutto questo espone a rischi consistenti chi acquista Viagra e simili online, perciò è fondamentale che la ripresa della vita sessuale non coincida con il ritorno delle pillole dell'amore contraffatte".

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I farmaci per il desiderio sessuale delle donne 
Negli Stati Uniti sono legali da qualche anno, benché secondo alcuni funzionino poco e strumentalizzino la sessualità femminile


L’edizione francese di Slate ha pubblicato un lungo articolo sui farmaci che dovrebbero curare la mancanza di desiderio sessuale nelle donne, che negli Stati Uniti sono stati autorizzati e messi in commercio da qualche anno, spiegando come la loro approvazione sia avvenuta nonostante studi poco convincenti, basati su criteri discutibili e dai risultati insoddisfacenti.

Più in generale, la diffusione di questi farmaci – chiamati impropriamente “Viagra delle donne”, ci torniamo – è avvenuta all’interno di una tendenza a medicalizzare e a strumentalizzare la sessualità femminile: tendenza portata avanti dalle case farmaceutiche produttrici di quegli stessi farmaci, a prescindere da come funziona il desiderio femminile.

I farmaci per curare il desiderio sessuale ipoattivo
L’articolo su Slate di Teresa Carr inizia con la storia di Leonore Tiefer, sessuologa e ricercatrice femminista statunitense che nel 2000 fondò la New View Campaign, organizzazione nata per lottare contro la «medicalizzazione del sesso» e per opporsi al fatto che le deviazioni rispetto a una presunta norma applicata al desiderio sessuale femminile venissero considerate come questioni mediche che richiedevano una soluzione farmacologica. Nel manifesto della New View Campaign si metteva in discussione il modello medico prevalente sulla sessualità femminile e ci si chiedeva: «Sex for our pleasure or their profit?», dove “nostro” faceva riferimento al piacere delle donne, mentre “loro” si riferiva al profitto delle case farmaceutiche.

New View Campaign aveva, negli anni, organizzato conferenze, pubblicato articoli e testimoniato davanti alla Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia federale statunitense che si occupa della sicurezza alimentare e dei farmaci commercializzati negli USA, ottenendo anche alcuni successi: la non approvazione da parte della FDA di un cerotto al testosterone che avrebbe dovuto aumentare il desiderio sessuale delle donne e la non approvazione, per ben due volte, della flibanserina, un altro farmaco per il trattamento del cosiddetto “desiderio sessuale ipoattivo” (hypoactive sexual desire disorder, HSDD). Nel 2015, però, e dopo il parere positivo di un comitato consultivo, la FDA approvò Addyi, farmaco a base di flibanserina e prodotto dalla casa farmaceutica Sprout Pharmaceuticals.

La flibanserina viene spesso descritta dalla stampa come “il Viagra delle donne” o il “Viagra rosa”: in realtà il Viagra, la famosa pillola contro le disfunzioni erettili negli uomini che sostanzialmente favorisce l’afflusso di sangue all’interno dei cosiddetti corpi cavernosi del pene, non c’entra. Nel 2004 Pfizer, l’azienda farmaceutica che produce il Viagra, cercò di venderlo anche alle donne: fu un insuccesso, però, dato che il farmaco aumentava il flusso sanguigno nelle zone pelviche femminili senza alcun risultato sul desiderio sessuale. Il meccanismo della flibanserina è invece diverso: non ha nulla a che fare con l’irrorazione sanguigna. È una pillola rosa che deve essere assunta ogni sera, contrariamente al Viagra che va preso solo prima dell’atto sessuale. La flibanserina agisce poi a livello cerebrale, regolando in particolare il livello di due neurotrasmettitori: la dopamina, legata ai meccanismi di piacere e appagamento, e la noradrenalina, rilasciata come reazione a un forte stimolo esterno.

Nel 2019, la FDA approvò anche un secondo farmaco per il trattamento del disturbo da desiderio sessuale ipoattivo: il bremelanotide, commercializzato negli Stati Uniti con il nome di Vyleesi. Le indicazioni sono le stesse della flibanserina ma è diversa la modalità di assunzione: avviene attraverso un’iniezione, da fare 45 minuti prima del rapporto sessuale.

Come ha spiegato Teresa Carr a Slate, i suoi risultati – così come quelli sulla flibanserina – erano tutt’altro che ottimali: «Le donne a cui era stato somministrato il farmaco non avevano riferito eventi sessuali più soddisfacenti rispetto alle donne che avevano ricevuto un’iniezione placebo». Questi scarsi risultati, per quattro donne su dieci, erano accompagnati anche da alcuni effetti collaterali, come la nausea.

Un unico modello
Sul numero di donne che soffrirebbero di “desiderio sessuale ipoattivo”, gli studiosi e le studiose sono molto divise, dice Slate. Se si dovesse dar credito alla pubblicità di Vyleesi, per le donne americane si tratterebbe di una vera e propria epidemia: dal sito risulta che si tratta infatti di 6 milioni di donne in premenopausa, cioè una su dieci.

Per Tiefer, invece, la letteratura scientifica non supporta l’idea di un deficit sessuale che colpirebbe milioni di donne: non esiste, infatti, «uno standard per definire cosa sia un normale desiderio sessuale», dato che il desiderio varia notevolmente e dipende da molti fattori, come la situazione personale in cui ci si trova, le esperienze passate o l’educazione e la cultura in cui si è cresciute.

Sulla sessualità femminile e sul conseguente modello medico che si è costruito intorno alla sessualità femminile, esistono diversi stereotipi, raccontati e smontati ad esempio ne Il libro della vagina delle norvegesi Nina Brochmann ed Ellen Støkken Dahl, tradotto e pubblicato in decine di paesi.

Per quanto riguarda il desiderio femminile, le autrici spiegano che dagli anni Sessanta è stato molto utilizzato una specie di modello «a domino» dei quattro stadi della risposta sessuale: Desiderio – Eccitazione – Orgasmo – Risoluzione. «Si definisce il desiderio come la voglia di attività sessuale, inclusi i pensieri e le fantasie. Il desiderio è dunque un processo puramente mentale: ho voglia di sesso, ORA!», ed è quello che si potrebbe definire come “desiderio spontaneo”, quello che secondo alcune ricerche è dominante negli uomini e che per questo è stato considerato un modello “neutro”, valido per tutti e anche per tutte.

Solo di recente studiosi e studiose hanno cominciato a mettere in questione questo modello. Per molte donne, infatti, il desiderio risulta essere non spontaneo, ma reattivo: scaturisce cioè «come risposta a una carezza intima o a un contesto erotico». In questo modello, l’eccitazione sessuale «viene prima del desiderio» e queste donne «sono quindi più dipendenti dai preliminari e dall’intimità perché scatti il loro interruttore. Le donne con desiderio reattivo hanno un interesse ridotto per il sesso e prendono poco l’iniziativa a letto, ma non per questo smettono di vivere una sessualità appagante una volta entrate nell’atmosfera giusta. Si tratta solo di saperne ascoltare il desiderio con maggiore attenzione».

Il modello del sesso reattivo, dicono le autrici, rappresenta «una rottura netta con la rappresentazione ideale del sesso nella cultura popolare», una rottura che rappresenta a sua volta una liberazione per un buon numero di donne e ragazze che per gran parte della loro vita si sono sentite “fuori norma” o “anormali”. Diversi elementi, spiegano le autrici, inducono a pensare «che il desiderio reattivo sia una normalissima variante della sessualità femminile e non un errore né una malattia», variante che può essere valida anche per alcuni uomini.

Leonore Tiefer, nell’articolo di Slate, sostiene che nella sua quarantennale carriera come terapeuta sessuale non ha mai avuto una paziente che si lamentasse di un calo del desiderio che non fosse associato a problemi fisici, emotivi o relazionali: «Se vuoi migliorare la tua vita sessuale, leggi libri, fai domande e parla con persone competenti». Non pensare, insomma, che una pillola o un’iniezione risolvano il problema.

Farmaci per aumentare il desiderio sessuale delle donne e case farmaceutiche che li producono
Nel 2014, spiega Slate, la FDA organizzò un seminario di due giorni per raccogliere le opinioni di scienziati e pazienti sulle disfunzioni sessuali femminili. All’evento erano presenti moltissimi relatori e partecipanti che facevano parte di Even the Score, che significa “pareggiamo il punteggio”, più o meno. Even the Score raggruppava a sua volta molte organizzazioni femminili e il nome era stato scelto per il fatto che gli uomini avevano ufficialmente a disposizione diversi farmaci per curare le loro disfunzioni sessuali, mentre le donne non ne avevano nessuno. Even the Score aveva portato avanti una campagna molto agguerrita per l’approvazione da parte della FDA della flibanserina. Campagna che era stata a sua volta sostenuta e finanziata proprio da Sprout Pharmaceuticals, l’azienda che produce la flibanserina.

Questi legami avevano causato una serie di polemiche: da una parte, la FDA era stata accusata di sessismo, dato che opzioni per migliorare la vita sessuale degli uomini – come il Viagra – erano state approvate da tempo; dall’altra era stata accusata di aver ceduto alle pressioni delle aziende farmaceutiche che avevano fatto leva sull’argomento dell’uguaglianza di genere per obbligarla moralmente ad approvare Addyi, anche se secondo gli studiosi non era un farmaco così efficace.

Polemiche a parte, i dati sull’efficacia della flibanserina non erano infatti molto convincenti. Secondo la stessa FDA, solo il 10 per cento delle donne in premenopausa che l’avevano assunta riportava un miglioramento significativo. L’incremento del desiderio sessuale risultava minimo e la differenza con chi aveva preso il placebo era molto piccola: 0,3 punti su un massimo di 4,8. Simili risultati erano poi accompagnati da effetti collaterali come pressione bassa, svenimenti, nausea e capogiri, che si intensificavano in presenza di consumo di alcol, di una lunga lista di farmaci e di pillole anticoncezionali. Lo scorso marzo, la FDA ha preso atto di un aumento nelle segnalazioni di reazioni avverse, annunciando possibili revisioni.

In un articolo pubblicato nel 2016 sul New England Journal of Medicine (NEJM), tra le riviste mediche più importanti al mondo, alcuni scienziati della FDA hanno ammesso che anche tra coloro che hanno votato a favore dell’approvazione della flibanserina erano «stati riconosciuti gli effetti deboli del trattamento e i suoi sostanziali problemi di sicurezza».

Valutare il desiderio sessuale di una donna è di per sé cosa non facile. E dal 2014, spiega sempre Slate, la FDA ha anche modificato i criteri per giudicare l’efficacia dei farmaci per la mancanza di desiderio nelle donne, rendendoli più generici e soggettivi: questo cambiamento si è dimostrato fondamentale per la successiva approvazione del bremelanotide. Lo scorso marzo, la rivista scientifica The Journal of Sex Research ha pubblicato una nuova ricerca in cui l’autore, Glen Spielmans, professore di psicologia alla Metropolitan State University del Minnesota, mette in discussione proprio la metodologia dei due studi chiave che hanno portato all’approvazione del bremelanotide.

Per Adriane Fugh-Berman, medica e professoressa di farmacologia e fisiologia alla Georgetown University di Washington intervistata da Slate, «il modo in cui tentiamo di misurare la disfunzione sessuale è fortemente influenzato dall’industria farmaceutica». Facendo riferimento all’approvazione dei farmaci per il desiderio sessuale femminile, la FDA fa ad esempio spesso riferimento a «un’esigenza medica non soddisfatta»: ma la fonte di una statistica molto citata secondo cui quasi la metà delle donne statunitensi soffre di una qualche forma di disfunzione sessuale è del 1999. E due dei tre esperti che l’hanno condotta erano legati a società farmaceutiche.

In generale, i farmaci approvati negli Stati Uniti non stanno funzionando molto. «Non c’è stata un’ondata di donne che hanno chiesto questo farmaco», dice Fugh-Berman. Una ginecologa intervistata da Slate ha dichiarato di prescrivere abitualmente la flibanserina alle sue pazienti, la maggior parte delle quali, però, non rinnova poi la prescrizione. Per quanto riguarda il bremelanotide, quando le donne scoprono che è una puntura che spesso provoca nausea, non ne vogliono più sentir parlare: «È stato un flop», scrive Slate.

Nel 2016, dopo l’approvazione di Addyi, Tiefer aveva concluso l’esperienza del New View Campaign, ma da qualche tempo ha ripreso il proprio attivismo contro la strumentalizzazione della sessualità femminile da parte delle aziende farmaceutiche, pubblicando articoli e dando delle interviste. «L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che questi farmaci sono promossi da soggetti interessati e orientati al profitto». La consumatrice o la paziente, conclude la ricercatrice, «deve essere informata, e non ingannata».

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Viagra Naturale Istantaneo: I Migliori Sostituti del Viagra in Erboristeria 
Hai problemi di disfunzione erettile ma hai paura ad assumere medicinali per l’erezione come Viagra e Cialis? Oppure è il tuo medico ad averti sconsigliato di assumere prodotti che non siano a base di sildenafil naturale? Allora il viagra naturale è la soluzione giusta per te!

Il viagra naturale per uomo, infatti, è un prodotto assolutamente sicuro che si acquista in erboristeria (oppure su internet) senza ricetta medica. Aumenta, infatti, le prestazioni sessuali senza avere controindicazioni ed effetti collaterali.

L’acquisto di alternative naturali al viagra per migliorare la vita sessuale, oltre a non comportare alcun rischio per la salute, consente anche di risolvere la disfunzione erettile senza creare dipendenze o assuefazione.

Inoltre, molti uomini con disturbi del desiderio sessuale hanno vergogna a rivolgersi allo specialista per chiedere la prescrizione per Viagra o Cialis. Le pillole per erezione in erboristeria, invece, possono essere acquistate comodamente anche online sul sito del produttore, garantendo il massimo rispetto della propria privacy.

Ma andiamo ora subito a vedere cos’è esattamente il viagra naturale per uomo, come funziona, quali sono i suoi benefici e se si tratta di un’alternativa al Viagra come medicinale davvero efficace.

Cos’è il Viagra Naturale
Il viagra naturale che si trova in erboristeria, farmacia o su internet non è altro che un rimedio naturale contro la disfunzione erettile o altro tipo di problemi del desiderio sessuale maschile che impediscono di avere erezioni efficaci e potenti.

La sua efficacia si basa sul fatto di essere realizzato con sostanze naturali che, al pari dei principi attivi chimici presenti all’interno dell’ormai famosa pillolina blu, riescono a favorire la vasodilatazione e l’afflusso di sangue all’organo maschile, rendendo il pene immediatamente più lungo, gonfio e turgido.

Ovviamente, esistono molti tipi di viagra naturali, dato che ci sono diversi tipi di sostanze vegetali che sono in grado di produrre questo genere di effetti. In passato, ad esempio, il viagra naturale veniva fatto in casa, assumendo uno o più di questi principi attivi con la dieta o sotto forma di integratore.

Oggi, invece, il nuovo viagra naturale non è più fatto in casa ma è costituito da pillole che si acquistano già belle e fatte in erboristeria o presso un rivenditore on line.

Indubbiamente, il fatto di disporre di integratori alternativi al viagra già preconfezionati dalle aziende della salute e del benessere presenta innumerevoli vantaggi, in quanto si tratta di prodotti facili da assumere e portare sempre con sé anche in viaggio.

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Sembrava un farmaco anti-Covid, era Viagra cinese 
Maxi sequestro di medicinali spacciati per miracolosi, in realtà erano una truffa, in manette due cinesi

Sembrava un farmaco anti-covid, invece era una sorta di Viagra, un intruglio cinese pericoloso per la salute. Stesso principio attivo, stessi effetti. Truffa pura, spacciato per farmaco miracoloso. Il nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf ha sequestrato, oltre 12mila di questi farmaci illegali, in particolare compresse, messi in vendita come "anti-Covid" e 500mila integratori alimentari pericolosi per la salute trovati nei locali di due esercizi commerciali gestiti da società cinesi, i cui titolari non avevano titoli idonei per il commercio. Le analisi di laboratorio, spiega la Gdf, "condotte dall’università degli Studi di Milano - Dipartimento di Chimica su campioni del materiale in sequestro hanno, infatti, rivelato una composizione differente rispetto a quanto dichiarato sul confezionamento, oltre che per la presenza di metalli pesanti, anche per il rinvenimento di sostanze potenzialmente nocive per la salute dei consumatori".

Tra i farmaci sequestrati, che una volta immessi in commercio avrebbero generato un "volume d’affari di oltre un milione di euro", sono state individuate anche "numerose compresse di Kamagra (generico del Viagra)". È scattata la denuncia per due cittadini cinesi per i reati "di abuso della professione di farmacista, commercio e somministrazione di medicinali guasti e imperfetti e frode in commercio". L’attività investigativa è risultata particolarmente complessa per la difficoltà di ricostruire la provenienza dei prodotti che, una volta entrati nel territorio nazionale, venivano immediatamente frazionati e messi in vendita in numerosi esercizi commerciali compiacenti.

Complessivamente, l’operazione rientra nell’azione di rafforzamento del dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti legati all’emergenza epidemica in corso, del Comando Provinciale ed ha lo scopo di tutelare i consumatori e gli operatori economici onesti che agiscono lealmente e nel rispetto delle regole, importando merci dalle caratteristiche qualitative certe e rispondenti alle normative nazionali e comunitarie dettate a tutela della salute pubblica.

Le Fiamme Gialle hanno eseguito, nell’arco dell’ultimo mese, specifici servizi di controllo finalizzati alla ricerca di canali di importazione clandestina e approvvigionamento illegale di farmaci destinati per la cura del Covid-19, arrivando a sequestrare 121mila medicinali di origine straniera, principalmente cinesi, privi di autorizzazione e di valutazione sulla validità terapeutica e sull’assenza di effetti collaterali. Anche gli accertamenti dei Nas, in campo hanno portato negli ultimi mesi ad una prima fase di interventi con l’individuazione di 107 mila prodotti illegali presso associazioni culturali e supermarket etnici e hanno continuato a monitorare la possibile sussistenza di altri canali di distribuzione sommersi.


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Problemi sessuali femminili: guida al viagra rosa 
La vostra sessualità sta cambiando e non è più come prima? Scopriamo insieme quali sono i problemi sessuali femminili e la guida al viagra rosa.
I problemi sessuali femminili possono andare a compromettere la sfera intima, quella personale e della coppia. La sessualità problematica viene spesso vissuta dalla donna con emozioni importanti e negative (es: rabbia, vergogna, frustrazione ecc…). La maggior parte di queste sensazioni si vanno a esprimere anche a livello fisico, andando a ostacolare o impedire il rapporto sessuale completo.

In questo modo, la stabilità della coppia può essere minata e si può avvertire conflitto, delusione, tensione e distanza emotiva.

Problemi sessuali femminili
I problemi o disfunzioni sessuali femminili (DSF) vanno a comprendere un insieme di disturbi di origine multidimensionale e multifattoriale, che possono comportare l’insorgenza di un disagio profondo e un impatto assolutamente negativo sulla vita della persona. Possiamo affermare che il 45% della popolazione di sesso femminile presenta diversi disturbi DSF.

Le disfunzioni sessuali femminili (DSF) vengono classificate in:

• Disturbo del desiderio ipoattivo (DDSI).
• Disordini durante la fase di eccitamento.
• Disordini durante la fase orgasmica.
• Dolore sessuale (es: vaginismo, dispareunia, dolore che non si può associare ai rapporti coitali).
Problemi sessuali femminili: cause
A questo punto, non ci resta che analizzarli nello specifico e scoprirne le cause.

DISTURBO DEL DESIDERIO SESSUALE IPOATTIVO (DDSI): intendiamo l’assenza o la riduzione del desiderio sessuale di tutte quelle fantasie erotiche.

Il DDSI si associa, poi, alla riduzione della motivazione sessuale e alla perdita di risposta ai vari stimoli erotici, provocando una sensazione molto profonda di disagio inter-personale. Il DDSI può essere causato dai fattori biologici (es: squilibri ormonali, menopausa, ipotiroidismo, depressione ecc…); oppure dai fattori psicologici (es: ansia, immagine personale, cattivo umore ecc… Dopo la diagnosi si può agire con una terapia che si basa sull’uso di farmaci per il ripristino delle basi neurochimiche ed endocrine della libido.

DISPAREUNIA: è il ricorrente o persistente dolore genitale durante tutti i tentativi di penetrazione, oppure durante la penetrazione completa vaginale nell’atto sessuale. La dispareunia si suddivide in introitale/superficiale, medio vaginale o profonda. Nella forma introitale/superficiale e medio/vaginale dipende dai fattori biologici (es: infezioni batteriche, Candidosi cronica, vaginiti, Papillomavirus ecc…). Altre cause possono essere ormonali, distrofie vulvo-vaginali, cause muscolari, immunitarie, anatomiche, vascolari e connettivali. Nella forma profonda, invece, le cause più comuni sono l’endometriosi, la sindrome da intrappolamento dei nervi cutanei addominali e la malattia infiammatoria pelvica. La terapia studia l’anamnesi medica e sessuale della paziente prevede un approccio multidisciplinare.

ANORGASMIA: parliamo della difficoltà ricorrente o persistente di raggiungere l’orgasmo, nonostante l’eccitazione e uno stimolo sessuale adeguato. L’anorgasmia può essere primitiva (la donna non ha mai avuto orgasmi, secondaria (la donna perde la capacità di raggiungere l’orgasmo) o causale (la donna non raggiunge l’orgasmo in determinate situazioni). Tra le cause più comuni possiamo trovare il deficit di estrogeni e/o androgeni, l’assunzione di alcool e droghe, la depressione e l’ansia.
Problemi sessuali femminili: il viagra rosa naturale
Per superare i problemi sessuali femminili il prodotto migliore per le per donne è Femmax, un integratore alimentare composto di ingredienti naturali e sani, che è in grado di risvegliare la sessualità femminile e che permette un maggior appagamento durante l’atto sessuale. In questo senso, consente di vivere in modo migliore i rapporti di coppia, riattivando la sensibilità femminile durante l’atto e aumentando il suo desiderio sessuale, rivelando un ottimo viagra naturale femminile.

L’azione di questo integratore consente notevoli benefici:

• Aumentare la libido: consente di liberare la passione e il desiderio repressi nella donna.
• Eliminare le difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, rimuovendo qualsiasi ostacolo o freno all’esplosione della propria sessualità, consentendo rapporti più appaganti.
• Aumentare la sensibilità alle stimolazioni delle zone erogene, in modo da rendere i rapporti sessuali più intensi e, allo stesso tempo, stimolare nuova passione e desiderio nella donna.
E’ considerato ufficialmente come il viagra rosa naturale. Per chi volesse saperne di più, può cliccare qui o sulla seguente immagine

Gli ingredienti di Femmax, interamente naturali, sono:

CAFFEINA: aumenta la velocità di assorbimento del prodotto e permette di aumentare l’attrazione verso il partner.

ESTRATTO DI LAMPONE: attiva i flussi sanguigni dell’organo riproduttore.

FIBREGAM: è una fibra alimentare che si ricava dalla gomma di acacia.

GINSENG: ha un effetto stimolante e tonico sull’energia femminile ed è utile per eliminare in modo completo i problemi di libido sessuale.

Femmax è un prodotto esclusivo. Per questa ragione, non è disponibile presso negozi fisici, come supermercati o parafarmacie, o siti di e-commerce online. L’unico modo per ottenere il prodotto originale è collegandosi al sito ufficiale della casa di produzione. Per completare l’acquisto, è sufficiente compilare il modulo con i propri dati ed attendere la conferma dell’ordine. Il prodotto sarà consegnato in un pacco anonimo entro alcuni giorni lavorativi. Una confezione, corrispondente ad un mese di trattamento, si trova in vendita a 39 €, con spedizione gratuita. È possibile pagare sia con carta di credito o Paypal, sia tramite contrassegno, ossia in contanti al corriere al momento della consegna.


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