Spike Lee torna con un musical: protagonista il Viagra 
Spike Lee dirigerà un musical sul Viagra. È il nuovo progetto del regista newyorkese dopo Da 5 Bloods e American Utopia ed è basato su un articolo del 2018 pubblicato da Esquire e dal titolo All Rise: The Untold Story of The Guys Who Launched Viagra (Tutti si alzino, la storia non detta dei due tizi che hanno lanciato il Viagra) che documenta la scoperta e la commercializzazione del farmaco contro l’impotenza.

Lee è anche autore del copione assieme e a Kwame Kwei-Armah. L’opera è ispirata agli eventi realmente accaduti intorno alla scoperta di un farmaco che inizialmente era stato pensato come rimedio per l’angina pectoris. Poi i ricercatori si resero conto che invece faceva bene dalla cintola in giù. Il farmaco fu sviluppato in un laboratorio nel Regno Unito e poi brevettato dalla Pfizer nel 1996. Nel 1998 la casa farmaceutica ne iniziò la vendita negli Usa con il nome di Viagra, guadagnando quasi 2 miliardi di dollari. Spike Lee non ha ancora scelto un titolo per il suo musical.

[ Leggi notizia ] ( 32 letture )   |  permalink  |    |   ( 3 / 5 )
La rivista Il Mulino celebra il Viagra, la pillola che avrebbe dato il via alla farmacopornografia 

0 VOTI

È singolare che una rivista blasonata ed essenzialmente dedicata ai temi politici, Il Mulino, decida di celebrare una data inusuale: il 14 settembre 1998. Cos'è successo in quel giorno? È stato messo in commercio il Viagra. Raffaella Ferrero Camoletto, docente di Sociologia al Dipartimento di cultura politica dell'università di Torino, rende omaggio a questa data storica da un'angolazione ovviamente culturale. Questo il suo ragionamento: «Il Viagra e i suoi analoghi vanno considerati come oggetti culturali, individuando nei modi in cui questi farmaci sono pubblicizzati, prescritti, diffusi e consumati il diffondersi di processi di medicalizzazione e di farmacologizzazione che interessano la costruzione delle nostre soggettività e della nostra vita quotidiana, in quella che lo scrittore spagnolo Paul.B. Preciado ha definito come era farmacopornografica. Attraverso l'espansione di un immaginario farmaceutico, la soluzione medica anche ai problemi inerenti genere e sessualità assume la forma della «pillola magica» da cui ci si aspetta semplicità e rapidità dei risultati. Discorsi e pratiche intorno al Viagra e farmaci analoghi promuovono quindi due esiti apparentemente in contraddizione tra loro: da un lato, sostengono l'ideale di una sessualità maschile primordiale e naturale sempre pronta, dall'altro inducono a modificare e superare i limiti della «natura», cancellando incertezza e instabilità della performance sessuale in un'ottica di ottimizzazione e potenziamento della capacità penetrativa. In quest'ottica medicalizzata e farmaco-mediata, anche i mutamenti della sessualità legati all'invecchiamento tendono ad essere ridefiniti come processi patologici, che la medicina consente ora di correggere e contrastare».
Ma allora il Viagra è un bene o un male? La conclusione della sociologa è: «La collocazione dell'avvento del Viagra come data di un calendario civile ci serve a coglierne la natura di opportunità (in parte) persa: la commercializzazione di questo farmaco ha aperto uno spazio discorsivo per poter parlare pubblicamente della sessualità maschile, spesso ridotta alla battuta da bar, e ha così permesso, almeno potenzialmente, di pensare alla sessualità in maniera diversa, meno meccanica e più aperta al cambiamento».

[ Leggi notizia ] ( 9 letture )   |  permalink  |    |   ( 2.9 / 37 )
Il Viagra riduce il rischio di mortalità per il cancro al colon 
I farmaci inibitori della PDE5, come il Viagra, potrebbero migliorare la prognosi nei pazienti con cancro del colon-retto. Almeno questo è quanto emerso da uno studio dell'Università di Lund e della Regione Skane in Svezia, pubblicato sulla rivista Nature Communications. "Le prove precliniche disponibili suggeriscono che gli inibitori della PDE5 potrebbero rallentare la crescita e la progressione del tumore nei topi, ma non è ancora noto se gli inibitori della PDE5 possano ostacolare la proliferazione del cancro negli esseri umani", specifica Wuqing Huang, autore dello studio dell'Università di Lund. Per riuscire a capire i potenziali effetti anti-cancro i ricercatori hanno utilizzato dati medici del mondo reale in Svezia. In pratica i ricercatori hanno selezionato tutti i pazienti maschi svedesi con cancro del colon-retto che avevano utilizzato inibitori della PDE5 dopo la diagnosi di cancro (1.136 pazienti).


Durante il periodo di follow-up, tra coloro che avevano utilizzato inibitori della PDE5 dopo la diagnosi circa il 10,2 per cento dei pazienti era morto di cancro del colon-retto, mentre tra i pazienti che non assumevano questi farmaci è deceduto il 17,5 per cento (11.329). Dopo aver preso in considerazione una serie di fattori clinici confondenti, il rischio relativo di morte causata dal cancro del colon-retto era inferiore del 18 per cento tra i pazienti che usavano i farmaci. Anche il rischio di metastasi, in particolare metastasi a distanza che e' la principale causa di morte per cancro, era inferiore tra i pazienti che utilizzavano inibitori della PDE5. "Inoltre, l'effetto protettivo è stato ancora più forte negli uomini che hanno usato questi farmaci dopo aver subito un intervento chirurgico a cielo aperto", dice Huang. Uno dei meccanismi che si pensa sia critico e che porta a esiti negativi tra i pazienti con cancro post-operatorio, è la soppressione immunitaria indotta dalla chirurgia.

"I risultati del nostro studio suggeriscono che la capacità anti-cancro degli inibitori della PDE5 potrebbe essere correlata alla regolazione degli effetti immunosoppressivi", dice Huang. "Tuttavia, sono necessari studi clinici randomizzati per confermare i nostri risultati prima che gli inibitori della PDE5 possano essere utilizzati come farmaco adiuvante per gli uomini con cancro colorettale, così come esperimenti che esplorano i meccanismi biologici sottostanti", dice Huang. "I risultati osservati dovrebbero essere interpretati con cautela in quanto si tratta di uno studio osservazionale e i meccanismi biologici devono essere ulteriormente esplorati", commenta Jianguang Ji, un ricercatore dell'Università di Lund coinvolto nello studio.



[ Leggi notizia ] ( 1 lettura )   |  permalink  |    |   ( 3 / 65 )
Viagra, al massimo dosaggio può far vedere blu 
Ma si tratta di casi isolati. E' accaduto a 17 pazienti alla prima assunzione del farmaco. Fra i sintomi, vista offuscata e un'intensa visione bluastra e incapacità di percepire il rosso e il verde



L VIAGRA, la pillola blu, di blu non ha soltanto il colore. Fra gli effetti indesiderati della pillola per la disfunzione erettile in rari casi ci sarebbero anche disturbi visivi persistenti, fra cui una visione blu intensa insieme all'incapacità di cogliere il rosso e il verde. Effetti che in certi casi potrebbero durare anche per qualche settimana, secondo l'autore di una ricerca, Cuneyt Karaarslan, che lavora all'ospedale oftalmico Dünyagöz Adana in Turchia. Per ora lo studio ha preso in considerazione un numero piuttosto ristretto di pazienti che si sono rivolti all'ospedale turco con vari disturbi visivi dopo aver assunto il Viagra nel massimo dosaggio. Per questo, anche se il farmaco può essere importante per il benessere psico-fisico, è bene assumerlo sempre sotto controllo medico e stare attenti a dosaggi alti, soprattutto alla prima assunzione. I risultati sono pubblicati su Frontiers in Neurology.

Il Viagra, breve storia

Ventidue anni fa il Viagra (il nome del principio è sildenafil, mentre Viagra è il nome commerciale più noto) sbarcava nelle farmacie italiane e, secondo gli ultimi dati disponibili della Società Italiana di Urologia, il nostro paese è il secondo in Europa per acquisto di questo farmaco. Inizialmente studiato per curare l'angina pectoris, la molecola mostrò alcuni effetti collaterali, fra cui uno molto comune era l'erezione del pene. Per questo nel 1998 fu approvato dalla Fda, l'ente statunitense che controlla farmaci e alimenti, per la disfunzione erettile.

Il farmaco è efficace e i suoi effetti durano dalle 3 alle 5 ore mentre gli effetti collaterali sono per lo più mal di testa, visione offuscata e alterazione della percezione dei colori (riportata nel bugiardino) lieve e transitoria, di solito massimo a due ore di distanza secondo quanto riferito dall'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali.

La ricerca
I ricercatori hanno osservato però dei fenomeni insoliti in 17 pazienti che si erano recati presso l'ospedale oftalmico in Turchia, e sulla base dei dati hanno svolto un'indagine e pubblicato lo studio. Tutti e 17 avevano disturbi visivi, fra cui pupille dilatate, vista offuscata, sensibilità alla luce e visione blu intensa insieme all'incapacità di cogliere il rosso e il verde. Tutti i pazienti erano alla loro prima assunzione e avevano preso il sildenafil al dosaggio massimo di 100 mg. E non avevano una prescrizione medica, ma si trattava di un'auto-medicazione, mentre si raccomanda sempre l'uso sotto controllo medico (in Italia, inoltre, ma non in tutti i paesi, c'è l'obbligo di ricetta).

In questo caso in tutti e 17 i pazienti i disturbi sono spariti entro i 21 giorni dal primo sintomo, un periodo comunque più lungo rispetto agli effetti indesiderati comuni. E senza dubbio, spiega l'autore, nonostante i problemi siano poi passati, si è trattato di un'esperienza difficile per chi l'ha vissuta. La buona notizia, prosegue Karaarslan, è che reazioni così persistenti dovrebbero essere molto rare. In ogni caso è sempre bene consultare sempre il medico e potrebbe essere meglio non iniziare dal dosaggio più alto. E soprattutto chi ha un'aumentata sensibilità dovrebbe considerare di fare la prima assunzione sotto la supervisione medica. Sempre ricordando che questi farmaci, usati seguendo le regole, “forniscono un supporto sessuale e fisico molto importante”, sottolinea l'autore.

Attenzione agli occhi
Ma non è la prima volta che uno studio solleva problemi della vista persistenti associati al Viagra. Nel 2014, infatti, uno studio su topi aveva mostrato che l'assuzione di sidenafil potrebbe non far bene agli animali con un carattere legato alla malattia rara ed ereditaria chiamata retinite pigmentosa (un “portatore” della malattia genetica ma senza sintomi). Questi animali mostrarono problemi alla vista per due settimane, nonché la perdita di alcune cellule della retina – un possibile inizio di un processo degenerativo. Tuttavia, nei topi senza questo carattere genetico, i sintomi duravano per due giorni. Per questo lo studio suggeriva che uomini con questa particolare condizione genetica dovrebbero evitare il Viagra.

[ Leggi notizia ] ( 3 letture )   |  permalink  |    |   ( 3 / 95 )
Viagra, al massimo dosaggio può far vedere blu 
Ma si tratta di casi isolati. E' accaduto a 17 pazienti alla prima assunzione del farmaco. Fra i sintomi, vista offuscata e un'intensa visione bluastra e incapacità di percepire il rosso e il verde

10 febbraio 2020
IL VIAGRA, la pillola blu, di blu non ha soltanto il colore. Fra gli effetti indesiderati della pillola per la disfunzione erettile in rari casi ci sarebbero anche disturbi visivi persistenti, fra cui una visione blu intensa insieme all'incapacità di cogliere il rosso e il verde. Effetti che in certi casi potrebbero durare anche per qualche settimana, secondo l'autore di una ricerca, Cuneyt Karaarslan, che lavora all'ospedale oftalmico Dünyagöz Adana in Turchia. Per ora lo studio ha preso in considerazione un numero piuttosto ristretto di pazienti che si sono rivolti all'ospedale turco con vari disturbi visivi dopo aver assunto il Viagra nel massimo dosaggio. Per questo, anche se il farmaco può essere importante per il benessere psico-fisico, è bene assumerlo sempre sotto controllo medico e stare attenti a dosaggi alti, soprattutto alla prima assunzione. I risultati sono pubblicati su Frontiers in Neurology.

Il Viagra, breve storia

Ventidue anni fa il Viagra (il nome del principio è sildenafil, mentre Viagra è il nome commerciale più noto) sbarcava nelle farmacie italiane e, secondo gli ultimi dati disponibili della Società Italiana di Urologia, il nostro paese è il secondo in Europa per acquisto di questo farmaco. Inizialmente studiato per curare l'angina pectoris, la molecola mostrò alcuni effetti collaterali, fra cui uno molto comune era l'erezione del pene. Per questo nel 1998 fu approvato dalla Fda, l'ente statunitense che controlla farmaci e alimenti, per la disfunzione erettile.

Il farmaco è efficace e i suoi effetti durano dalle 3 alle 5 ore mentre gli effetti collaterali sono per lo più mal di testa, visione offuscata e alterazione della percezione dei colori (riportata nel bugiardino) lieve e transitoria, di solito massimo a due ore di distanza secondo quanto riferito dall'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali.

La ricerca
I ricercatori hanno osservato però dei fenomeni insoliti in 17 pazienti che si erano recati presso l'ospedale oftalmico in Turchia, e sulla base dei dati hanno svolto un'indagine e pubblicato lo studio. Tutti e 17 avevano disturbi visivi, fra cui pupille dilatate, vista offuscata, sensibilità alla luce e visione blu intensa insieme all'incapacità di cogliere il rosso e il verde. Tutti i pazienti erano alla loro prima assunzione e avevano preso il sildenafil al dosaggio massimo di 100 mg. E non avevano una prescrizione medica, ma si trattava di un'auto-medicazione, mentre si raccomanda sempre l'uso sotto controllo medico (in Italia, inoltre, ma non in tutti i paesi, c'è l'obbligo di ricetta).

In questo caso in tutti e 17 i pazienti i disturbi sono spariti entro i 21 giorni dal primo sintomo, un periodo comunque più lungo rispetto agli effetti indesiderati comuni. E senza dubbio, spiega l'autore, nonostante i problemi siano poi passati, si è trattato di un'esperienza difficile per chi l'ha vissuta. La buona notizia, prosegue Karaarslan, è che reazioni così persistenti dovrebbero essere molto rare. In ogni caso è sempre bene consultare sempre il medico e potrebbe essere meglio non iniziare dal dosaggio più alto. E soprattutto chi ha un'aumentata sensibilità dovrebbe considerare di fare la prima assunzione sotto la supervisione medica. Sempre ricordando che questi farmaci, usati seguendo le regole, “forniscono un supporto sessuale e fisico molto importante”, sottolinea l'autore.

Attenzione agli occhi
Ma non è la prima volta che uno studio solleva problemi della vista persistenti associati al Viagra. Nel 2014, infatti, uno studio su topi aveva mostrato che l'assuzione di sidenafil potrebbe non far bene agli animali con un carattere legato alla malattia rara ed ereditaria chiamata retinite pigmentosa (un “portatore” della malattia genetica ma senza sintomi). Questi animali mostrarono problemi alla vista per due settimane, nonché la perdita di alcune cellule della retina – un possibile inizio di un processo degenerativo. Tuttavia, nei topi senza questo carattere genetico, i sintomi duravano per due giorni. Per questo lo studio suggeriva che uomini con questa particolare condizione genetica dovrebbero evitare il Viagra.

[ Leggi notizia ] ( 3 letture )   |  permalink  |    |   ( 3 / 269 )

| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | Altre notizie> Ultima>>


Assistenza


CHIAMACI ADESSO:

Customer Service

Lun-Sab 11:00-19:00 (CST)


novita, vienici a trovare sul nostro forum!