Usa. Dove la Difesa spende un milione di dollari in Viagra 
Negli Stati Uniti d’America esiste un sito “ufficiale” in cui sono riportate le spese sostenute o autorizzate dal governo. Un servizio esemplare, ma che ha messo in luce qualcosa che non era stato così evidente. Almeno fino ad ora.

Dalla banca dati risulta che il governo americano ha speso oltre un milione di dollari, 1.105.342 per essere precisi, in Viagra, la famosa “pillola blu”. La cosa strana è che la quasi totalità di questa somma, 1,028 milioni di dollari, sono stati spesi in un solo stato, l’Ohio, e, come se non bastasse, concentrati in due anni: il 2013 e il 2014. A prima vista potrebbe sembrare che tutti gli abitanti del piccolo Stato americano, 11,59 milioni di persone includendo donne, bambini e anziani, sono stati colpiti da un’epidemia devastante di impotenza (a questo dovrebbe servire il Viagra, il farmaco creato “accidentalmente” dalla Pfizer agli inizi degli anni ‘90). Poi, scorrendo i dati, ci si accorge che le cose stanno diversamente.
Ad aver commissionato una spesa tanto cospicua, 426.700 dollari nel 2013 e più di mezzo milione di dollari solo lo scorso anno, è stato quasi esclusivamente un solo soggetto: il Dipartimento della Difesa Usa. Il governo americano ha acquistato, dalla Cardinal Healt Inc., decine e decine di lotti di Viagra da destinare, così è riportato nei documenti ufficiali, a “troop support”, ovvero “supporto delle truppe”. In realtà, già nel lontano 1998, lo stesso ministero aveva deciso di fornire il Viagra ai soldati come “beneficio medico”. Quello che sorprende, però, è la crescita esponenziale degli acquisti degli ultimi anni, un vero e proprio boom: negli ultimi due anni la spesa è aumentata di oltre il 5mila per cento rispetto agli anni precedenti.
Eppure “le linee guida della Difesa permettono ai medici militari di prescrivere il Viagra solo dopo che una attenta valutazione indichi il farmaco come il regime ottimale per il paziente,” è riportato in un comunicato del Pentagono. Tanto più che si tratta di una cura dai costi esorbitanti. Il prezzo della “pillola blu”, infatti, è lievitato: dai 10 dollari a pillola di qualche anno fa, ai 25 dollari dello scorso anno. Costi enormi, specie se si considera che gli Stati Uniti d’America non offrono un sistema di assistenza sanitaria che copra le spese mediche. Fa eccezioni proprio il Tricare, il programma di assistenza sanitaria del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Proprio nel 2013, anno in cui sono iniziati gli acquisti di quantità spaventose di Viagra, il Tricare è stato trasferito ed inglobato in un nuovo soggetto, il Defense Health Agency (DHA), creato proprio, come riportato sul sito del ministero della Difesa americano, per “ottenere tempestività degli interventi medici, migliorare la salute della nostra gente (ovvero i militari, ndr.), migliorare l’esperienza nelle terapie e ridurre i costi di assistenza sanitaria”.

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Viagra & Co., in città la richiesta c’è. E anche i più giovani in farmacia per una marcia in più 
A Termoli non sono poche le persone che acquistano il farmaco utilizzato per la disfunzione erettile. «Le richieste non arrivano al livello degli antinfiammatori - spiega il farmacista Vincenzo Cappella - ma comunque hanno delle ottime performance di vendita». Per comprare il Viagra e affini serve la ricetta medica ed esistono diversi dosaggi a seconda dei casi. La fascia d’età di chi utilizza la ’pillola blu’ (o di un altro colore) spazia dai 35 ai 50 anni soprattutto ma ci sono anche ’curiosi’ e persone più longeve. «Confermo che ci sono giovanissimi che vengono a chiedere senza ricetta ma noi possiamo solo dare delle informazioni corrette quando si verificano queste piccole processioni».

Qualcuno ha pensato di mettere una scatola sotto l’albero per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno con una marcia in più. Non si tratta, però, di un gioco ma di un farmaco che deve essere prescritto con una ricetta medica, quella bianca. Si chiama Viagra, questo il nome più conosciuto ma in commercio esistono quattro principi attivi di farmaci indicati principalmente per la disfunzione erettile.

«Non arrivano al livello degli antinfiammatori - spiega il farmacista Vincenzo Cappella - ma comunque hanno delle ottime performance di vendita». Una richiesta che c’è ed è costante, insomma. Perché un rapporto sessuale può beneficiare di questa pillola che contribuisce a migliorare le performance di coppia quando qualcosa nel maschio non va.

«All’inizio c’è stato un boom, ora la richiesta si è stabilizzata - continua il dottor Cappella - l’effetto varia a seconda del dosaggio e della tipologia ma serve sempre la prescrizione del medico, questo è importante perché come per ogni farmaco ci sono anche delle controindicazioni».


La fascia d’età di chi utilizza la ’pillola blu’ (o di un altro colore) spazia dai 35 ai 50 anni soprattutto ma ci sono anche ’curiosi’ e persone più longeve. «Confermo che ci sono giovanissimi che vengono a chiedere senza ricetta ma noi possiamo solo dare delle informazioni corrette quando si verificano queste piccole processioni».

Un altro aspetto che incide è anche la disponibilità di un farmaco equivalente per una tipologia di Viagra. Il prezzo varia non di poco: 4 compresse, ad esempio, del marchio originale costano più di cinquanta euro, il generico circa ventidue euro. E questo contribuisce ad alimentare anche le vendite. Insomma, se una marcia in più è quello che si cerca bisogna sempre ricordare che si tratta di farmaci indicati per una patologia non per uno sfizio di fine anno (o di fine settimana).

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Farmaci: Gb, 'papà' del Viagra nominato Cavaliere della Regina 
Lo scienziato considerato il 'papa' del Viagra, uno dei farmaci più famosi al mondo, è stato nominato Cavaliere della Regina Elisabetta, come di consueto in occasione di Capodanno. Il chimico Simon Campbell ha iniziato e supervisionato la ricerca sul medicinale contro l'impotenza durante gli anni in cui lavorava per la casa farmaceutica americana Pfizer, in tutto 26, ricorda la Bbc news on line.Durante la sua carriera, Campbell ha messo a punto almeno tre nuovi farmaci, tutti mirati a trattare la pressione alta. L'ultimo è risultato avere un effetto collaterale inaspettato: migliora il flusso di sangue nelle parti basse maschili, facilitando l'erezione. Ed è quindi diventato il famoso Viagra nel 1998. Anche se l'esperto chimico non figura sul brevetto del medicinale, ha ricordato lo stesso Campbell, "si può dire che sono il padre del Viagra perché ho messo il seme per iniziare il progetto".

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Viagra: la pillola blu festeggia 15 anni 
Dopo 15 anni da quando il viagra è entrato in commercio, è stata annunciata la versione femminile della pillola blu. Italia secondo consumatore in Europa.

Il 2013 ha rappresentato un anno ricco di anniversari storici: 200 anni dalla nascita di Verdi, 50 anni dall’omicidio di Kennedy e 700 anni dalla nascita di Boccaccio. Mettendo la “storia e l’arte da parte”, una ricorrenza sarà forse sfuggita ai più: nel 2013 il Viagra, cioè il sildenafil citrato, ha compiuto 15 anni.

SCOPERTA PER CASO – Tutto ebbe inizio nel 1986 quando, nei laboratori della Pfizer (in Inghilterra), alcuni ricercatori scoprirono che l’inibizione dell’enzima PDE5 portava alla diminuzione della resistenza vascolare e diminuiva l’aggregabilità delle piastrine. Subito si pensò ai vari benefici in ambito cardio-vascolare, soprattutto nel trattamento dell’angina pectoris. Gli studi successivi, però, non soddisfecero le aspettative, ma alcuni pazienti notarono dei miglioramenti in altri ambiti: il 70-80% di quelli che avevano assunto il farmaco mostravano dei benefici per quanto riguardava la disfunzione erettile (risolvendo, quindi, altri problemi di “cuore”). L’approvazione da parte della FDA (Food and Drug Administration) arrivò il 27 marzo del 1998.

DA LUI A LEI – La scoperta del Viagra ha portato sicuramente bene alla Pfizer, che ad oggi è la più grande azienda farmaceutica del mondo, anche se il brevetto per la pillola blu è scaduto e quindi si è dato il via libera alla produzione del farmaco generico. All’indomani del 15° anniversario del viagra, l’azienda farmaceutica britannica Orlibild ha annunciato la messa in commercio nel 2015 (con anteprima proprio in Inghilterra) della pillola per “lei”: assumendo un tipo di melatonina sintetica 2 ore prima del rapporto, ci sarà, assicurano i ricercatori, un aumento della libido, anche sull’appetito delle “signore”.

ITALIA AI PRIMI POSTI – L’argomento, che potrebbe essere considerato tabù, riguarda invece molta più gente di quanto si possa pensare: in 15 anni sono state vendute più di 3 miliardi di pillole blu.
Spesso si è abituati a vedere l’Italia sempre nelle ultime posizioni, ma questa volta, tra i paesi più “spreconi” in Europa, il Bel Paese si piazza al secondo posto, con 86 milioni di pillole vendute in 15 anni (meglio di noi, si fa per dire, solo l’Inghilterra). Ai primi posti si piazzano Livorno, Piacenza e Rimini, mentre a livello regionale capeggia l’Emilia Romagna, seguita dalla Toscana e dalla Liguria. All’ultimo posto si piazzano invece Basilicata e Sardegna, ed è proprio sull’isola, nella provincia dell’Ogliastra, che risultano i più bassi consumi a livello Italiano.



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Sicilia maglia nera per consumo di Viagra. Spiegato l’arcano 
“Ce lo vedi un signore di una certa età che va in farmacia a informarsi sul Viagra ed acquistarlo? Manco morto, significherebbe denunciare la propria impotenza, per giunta in pubblico…”. Lino Buscemi – dirigente regionale, una fama di rompiscatole a fin di bene ed una serie di pubblicazioni sui costumi e le tradizioni isolane a sua firma, – ha appena partecipato alla presentazione di un libro sul carattere dei siciliani, desunto da modi di dire, proverbi ed aforismi, ed in questa circostanza ha rivelato la sua teoria sui bassi consumi della pillola blu nell’Isola. Ed ha fatto breccia: la ritrosia a manifestare la perdita di virilità spiegherebbe il basso livello dei consumi di un farmaco che affronta e risolve i problemi di erezione che affliggono gli uomini in età matura. Come spiegare altrimenti che la Sicilia – come il Sud d’Italia – preleva il maggior numero di medicine in farmacia, ma diventa parsimoniosa con la pillola blu?

Nel 2006 per la prima volta furono diffusi i dati sul consumo della pillola blu e si apprese con stupore che la Sicilia era nientemeno che la maglia nera. Come spiegare questo dato, incontrovertibile, in considerazione al consumo di farmaci, che vedeva invece l’isola al primo posto nel Paese? Molte e varie le considerazioni, i giudizi e le ipotesi. Il mito della virilità, si pensò, è stato archiviato. Se così non fosse, al fine di mantenerlo integro, i siciliani avrebbe dovuto tenersi al passo per migliorare le loro prestazioni amorose e dare loro maggiore longevità. Ci fu anche chi credette che la fama fosse usurpata fin alle radici e si trattasse di una pura invenzione di letterati e cinematografari.

Nel 2013, a quindici anni dall’arrivo in farmarcia del Viagra, c’è stata, di fatto, la conferma della bassa propensione siciliana al Viagra. L’Isola abbandona l’ultima posizione, a favore della Basilicata e condivide con la Sardegna il penultimo posto nella classifica. Fra il 2006 e il 2013, era passato comunque tanto Viagra sotto i ponti, e l’originario stupore era scomparso. Nessuno ha avuto, insomma, nulla da dire sui consumi bassi della pillola blu, in compenso si è cercato di capire per quale ragione il consumo di Viagra si mantenesse basso.

La spiegazione offerta da Lino Buscemi avrebbe messo d’accordo tutti. Anzi, quasi tutti. Sarebbe solo una questione di privacy. Si ha in tale conto, ancora oggi, la virilità, nella fascia d’età piuttosto matura, che nessuno ha voglia di confessarne la perdita. Ma c’è chi avanza un’altra ipotesi, che siano in pochi ad averne bisogno.

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