Vendita di Viagra online: diffidare dai siti illegali ed hackerati 
Certi problemi riguardanti la sfera più intima dell’uomo, comportano per qualcuno un imbarazzo non indifferente nel chiedere il portentoso medicinale al farmacista. Per questo, sono 5 milioni gli italiani che preferiscono “proteggere” la propria privacy ricorrendo ad acquisti incauti su farmacie online straniere, che neppure chiedono la necessaria prescrizione medica, e che spesso rifilano prodotti contraffatti, rubati, o confezionati senza rispettare le norme di buona fabbricazione a cui sono soggette invece le aziende farmaceutiche italiane.

La scorciatoia è allettante e in rete si sa, si trova di tutto, ma la fiducia del consumatore nei confronti di certi siti web è scarsa, e chi decide di comprare online medicine da venditori che spesso hanno sede in Asia e in India, va per tentativi e si affida più che altro alla buona sorte.

Che dire però se il sito che propone il Viagra non è poi così sconosciuto, anzi appare 100% italiano, e magari è una nota pubblica amministrazione che sembra proporlo senza alcuna restrizione? la perplessità del momento, a maggior ragione del fatto che in Italia adesso è possibile vendere i farmaci da banco anche online, cede il posto al desiderio, e l’affare è a portata di click.

Può sembrare strano, ma questo è quello che si osserva curiosando sul web se si digitano parole chiave come “compra viagra online” su Google o su altri motori di ricerca: compaiono decine e decine di risultati* di comuni, province, enti, aziende, sindacati, e perfino Ordini dei Medici, che incredibilmente propongono di fatto sul dominio del proprio sito web farmaci come Viagra, pillole anti calvizie, e anche antidepressivi. Probabilmente a loro insaputa, e colmo dell’ironia, spesso aprendo tali pagine web si apre subito il banner per avvisare sull’utilizzo dei cookies da parte del sito.

Dette pagine promozionali, sembra (anzi si spera, dato che il commercio online di farmaci soggetti a ricetta è vietato in Italia) che siano il frutto di azioni di SQL injection da parte di hacker malintenzionati che riescono ad accedere fraudolentemente ad aree protette del sito, e a pubblicare così pagine web farlocche fatte ad arte che reindirizzano alle famigerate farmacie lontane migliaia di chilometri.

Oltre alla facilità di ingannare gli utenti più ingenui, che sono indotti a pensare che davvero sia il Comune o un’altra pubblica amministrazione a vendere il farmaco, la questione evidenzia problemi ancora più gravi: se i cybercriminali sono in grado di entrare in modo così disinvolto nel sito di una pubblica amministrazione italiana e di mettere online dei contenuti pubblicitari a loro piacimento, possono di conseguenza anche visualizzare e/o alterare dati personali riferiti ai cittadini. E se tali enti non pongono nessun rimedio a queste anomalie, ciò significa che i loro preposti non hanno affatto il controllo della situazione, e le informazioni sensibili degli interessati sono potenzialmente alla mercè di individui senza scrupoli.

Tutto ciò, mentre al cittadino che si reca fisicamente negli uffici di tali enti, la privacy è spesso presentata come una burocrazia noiosa e informative da firmare, mentre gli hacker se la ridono alle nostre spalle.

Viene da domandarsi quindi se i titolari di questi siti web mettano o no a disposizione i necessari budget per la sicurezza informatica e la formazione del personale, se abbiano la consapevolezza degli illeciti che spesso commettono, e se in tali aziende sia stato designato un responsabile privacy, (il c.d. privacy officer), a cui dovrebbe essere assegnato il compito di vigilare sulla correttezza dei trattamenti, per evitare pesanti sanzioni del Garante e del Nucleo Privacy della Guardia di Finanza, nonchè risarcimenti che gli interessati potranno chiedere per i danni subìti, per non parlare della macchia reputazionale e la gogna mediatica a cui si espone chi pubblicamente appare come un venditore abusivo di Viagra.

* Di seguito giusto alcuni esempi di siti web di enti, aziende, e p.a. italiane in cui ad oggi compare l’offerta di vendita medicinali online: Comune di Scontrone – Provincia di Benevento – Ordine dei Medici di Trapani – Camera di Commercio di Pordenone – CGIL Marche – CISL Modena – Comune di Ivrea – Comune di Comacchio – Ordine dei Commercialisti di Siena – Comune di Zelo Surrigone – Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Sede di Lucca – CNR Dipartimento Scienze Fisiche e Tecnologie della Materia – Comune di Alzano Scrivia – Pisa unica terra, sito della Provincia di Pisa – I Cesaroni – I Parchi Letterari – Ente di Certificazione ICIM Spa – Aquila Energie Spa – Circolo della Stampa di Milano – Florence Heritage

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Auguri Viagra, 15 anni fa la prima pillola blu 
La voglia di fare l’amore, è determinata dal testosterone e la dopamina, da qui si attivano i centri nervosi, che determinano tutta una serie di eventi, il cui culmine è l’erezione. Una maggior quantità di sangue arriva ai corpi cavernosi che così si “gonfiano” e determinano l’aumento delle dimensioni del pene. Ma purtroppo ad alcuni uomini tutto ciò non avviene per motivi naturali. Nel 1998 è arrivato, però, un valido alleato, il Viagra.

Il Viagra, il cui principio attivo è il sildenafil, è stato messo sul mercato insieme a farmaci da diversi principi attivi quali: il Tadalafil e il Vardenafil. Tutti però hanno in comune il principio di funzionamento, ovvero potenziano l’azione dell’ossido nitrico, la sostanza che provoca la dilatazione delle arterie del pene. Questi benefici però si ottengono solo quando scatta nel cervello il desiderio e non in maniera puramente meccanica. Ma quali sono le cause del’impotenza? In primis vi sono le malattie di origine vascolare, l’assunzione di alcuni farmaci e l’abuso di alcol e droghe. In 2 casi su 10 l’origine del problema è psicologica, poiché a chi vive un periodo di stress si altera la formazione di alcune sostanze del cervello, come il cortisolo. Ma andiamo a vedere, a distanza di 15 anni dalla prima pillola blu, la differenza tra i tre farmaci “alleati” del pene.
Il Sildenafil (o Viagra) è disponibile in due versioni: quella classica va presa un’ora prima del rapporto e ha un’efficacia che va dalle 4 alle 6 ore. Una versione più nuova, invece, è rappresentata da una formulazione che si scioglie in bocca e inizia ad agire dopo 12 minuti, con una durata di 8/10 ore.
Il Tadalafil (o Cialis), chiamata anche pillola del week end, inizia ad agire dopo mezz’ora dall’assunzione con durata di 36 ore.
Il Vardenafil va invece preso 20 minuti prima del rapporto e rimane in circolo per 4/8 ore; anche qui c’è una versione orodispersibile (si scioglie in bocca) da usare 20 minuti prima.
Questi farmaci, oggi, vengono prescritti anche dopo un intervento di asportazione della prostata per un tumore, come terapia riabilitativa, e nei casi di problemi urinari. In quest’ultimo caso verrà prescritta una dose giornaliera di Tadalafil.
In ogni caso, è sconsigliato il fai da te o l’acquisto di farmaci via internet, perché il Viagra può anche avere degli effetti negativi.

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Viagra rosa, farmaco Usa contro i disturbi del desiderio femminile 
Alla “Sprout Pharmaceuticals” sono in fibrillazione. Per la terza volta infatti la società farmaceutica tenta di farsi autorizzare la vendita del “flibanserin”. Ma anche stavolta non è detto che la FDA dia il via libera. In ballo ci sono brevetti e dollari. Milioni di dollari. Perché stiamo parlando della ormai famosa pillola capace di accrescere il desiderio sessuale nelle donne. Il cosiddetto Viagra rosa, già testato e pronto per essere commercializzato. A sbarrargli la strada c’è però la Food and Drug Administration. Ecco perché il via libera non è scontato. Sul fatto che esista un problema di noia o di assenza di libido nelle donne gli studi sono oramai univoci. Addirittura le stime oscillano tra il 10 e il 30 per cento dell’universo femminile. Si tratta appunto del disturbo del desiderio sessuale ipoattivo, una malattia riconosciuta ufficialmente e caratterizzata da assenza di desiderio sessuale con conseguente disagio e difficoltà nei rapporti.

Il farmaco agisce sulla mente
La nuova soluzione si chiama così “flibanserin”, un farmaco che non agisce sul corpo ma sulla mente. Per molte donne il problema non è fisico ma psicologico. Testato su un campione di circa 11.000 donne con risultati notevoli, il farmaco però è già stato bocciato due volte dalla “FDA”. Le motivazioni del rigetto hanno riguardato gli esiti non abbastanza chiari, soprattutto quando si parla di «soddisfazione sessuale». Tuttavia i medici e gli scienziati che hanno sovrinteso alla ricerca hanno spiegato che il farmaco non garantisce «soddisfazione» ma «desiderio» sessuale, cioè ha il compito di far rinascere la voglia e l’eccitazione nella donna, non di soddisfarla. Inoltre i fautori del “flibanserin” notano che mentre da un lato per gli uomini si riconosce l’importanza delle cure alle disfunzioni erettili, lo stesso atteggiamento non lo si tiene nei confronti delle esigenze femminili. Anche per questo è partita la campagna “Even the score” (Pareggiamo i conti) che unisce tante associazioni femminili e mira ad ottenere parità di trattamento a livello di salute sessuale.

Mancanza di desiderio
Il problema è comunque capire se la mancanza di desiderio sia un problema medico o un problema di relazione personale. Alcuni pensano sia un problema di coppia e suggeriscono una terapia sessuale invece del farmaco. Altri considerano l’assenza di desiderio un problema biologico, non legato al rapporto di coppia. La mancanza di libido spesso è solo il risultato di un fisico esausto e stressato per vari motivi.

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Usa. Dove la Difesa spende un milione di dollari in Viagra 
Negli Stati Uniti d’America esiste un sito “ufficiale” in cui sono riportate le spese sostenute o autorizzate dal governo. Un servizio esemplare, ma che ha messo in luce qualcosa che non era stato così evidente. Almeno fino ad ora.

Dalla banca dati risulta che il governo americano ha speso oltre un milione di dollari, 1.105.342 per essere precisi, in Viagra, la famosa “pillola blu”. La cosa strana è che la quasi totalità di questa somma, 1,028 milioni di dollari, sono stati spesi in un solo stato, l’Ohio, e, come se non bastasse, concentrati in due anni: il 2013 e il 2014. A prima vista potrebbe sembrare che tutti gli abitanti del piccolo Stato americano, 11,59 milioni di persone includendo donne, bambini e anziani, sono stati colpiti da un’epidemia devastante di impotenza (a questo dovrebbe servire il Viagra, il farmaco creato “accidentalmente” dalla Pfizer agli inizi degli anni ‘90). Poi, scorrendo i dati, ci si accorge che le cose stanno diversamente.
Ad aver commissionato una spesa tanto cospicua, 426.700 dollari nel 2013 e più di mezzo milione di dollari solo lo scorso anno, è stato quasi esclusivamente un solo soggetto: il Dipartimento della Difesa Usa. Il governo americano ha acquistato, dalla Cardinal Healt Inc., decine e decine di lotti di Viagra da destinare, così è riportato nei documenti ufficiali, a “troop support”, ovvero “supporto delle truppe”. In realtà, già nel lontano 1998, lo stesso ministero aveva deciso di fornire il Viagra ai soldati come “beneficio medico”. Quello che sorprende, però, è la crescita esponenziale degli acquisti degli ultimi anni, un vero e proprio boom: negli ultimi due anni la spesa è aumentata di oltre il 5mila per cento rispetto agli anni precedenti.
Eppure “le linee guida della Difesa permettono ai medici militari di prescrivere il Viagra solo dopo che una attenta valutazione indichi il farmaco come il regime ottimale per il paziente,” è riportato in un comunicato del Pentagono. Tanto più che si tratta di una cura dai costi esorbitanti. Il prezzo della “pillola blu”, infatti, è lievitato: dai 10 dollari a pillola di qualche anno fa, ai 25 dollari dello scorso anno. Costi enormi, specie se si considera che gli Stati Uniti d’America non offrono un sistema di assistenza sanitaria che copra le spese mediche. Fa eccezioni proprio il Tricare, il programma di assistenza sanitaria del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Proprio nel 2013, anno in cui sono iniziati gli acquisti di quantità spaventose di Viagra, il Tricare è stato trasferito ed inglobato in un nuovo soggetto, il Defense Health Agency (DHA), creato proprio, come riportato sul sito del ministero della Difesa americano, per “ottenere tempestività degli interventi medici, migliorare la salute della nostra gente (ovvero i militari, ndr.), migliorare l’esperienza nelle terapie e ridurre i costi di assistenza sanitaria”.

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Viagra & Co., in città la richiesta c’è. E anche i più giovani in farmacia per una marcia in più 
A Termoli non sono poche le persone che acquistano il farmaco utilizzato per la disfunzione erettile. «Le richieste non arrivano al livello degli antinfiammatori - spiega il farmacista Vincenzo Cappella - ma comunque hanno delle ottime performance di vendita». Per comprare il Viagra e affini serve la ricetta medica ed esistono diversi dosaggi a seconda dei casi. La fascia d’età di chi utilizza la ’pillola blu’ (o di un altro colore) spazia dai 35 ai 50 anni soprattutto ma ci sono anche ’curiosi’ e persone più longeve. «Confermo che ci sono giovanissimi che vengono a chiedere senza ricetta ma noi possiamo solo dare delle informazioni corrette quando si verificano queste piccole processioni».

Qualcuno ha pensato di mettere una scatola sotto l’albero per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno con una marcia in più. Non si tratta, però, di un gioco ma di un farmaco che deve essere prescritto con una ricetta medica, quella bianca. Si chiama Viagra, questo il nome più conosciuto ma in commercio esistono quattro principi attivi di farmaci indicati principalmente per la disfunzione erettile.

«Non arrivano al livello degli antinfiammatori - spiega il farmacista Vincenzo Cappella - ma comunque hanno delle ottime performance di vendita». Una richiesta che c’è ed è costante, insomma. Perché un rapporto sessuale può beneficiare di questa pillola che contribuisce a migliorare le performance di coppia quando qualcosa nel maschio non va.

«All’inizio c’è stato un boom, ora la richiesta si è stabilizzata - continua il dottor Cappella - l’effetto varia a seconda del dosaggio e della tipologia ma serve sempre la prescrizione del medico, questo è importante perché come per ogni farmaco ci sono anche delle controindicazioni».


La fascia d’età di chi utilizza la ’pillola blu’ (o di un altro colore) spazia dai 35 ai 50 anni soprattutto ma ci sono anche ’curiosi’ e persone più longeve. «Confermo che ci sono giovanissimi che vengono a chiedere senza ricetta ma noi possiamo solo dare delle informazioni corrette quando si verificano queste piccole processioni».

Un altro aspetto che incide è anche la disponibilità di un farmaco equivalente per una tipologia di Viagra. Il prezzo varia non di poco: 4 compresse, ad esempio, del marchio originale costano più di cinquanta euro, il generico circa ventidue euro. E questo contribuisce ad alimentare anche le vendite. Insomma, se una marcia in più è quello che si cerca bisogna sempre ricordare che si tratta di farmaci indicati per una patologia non per uno sfizio di fine anno (o di fine settimana).

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